Il prof. Azzerboni richiamando alcune nozioni di base di elettrotecnica ha saputo catturare l’interesse della platea con la forza della sua arte oratoria, vestendo i concetti tecnici con analogie pratiche di indubbia presa. In seguito la trattazione si è rivolta verso le prospettive del futuro del settore elettrico, spaziando dalla convenienza delle energie rinnovabili tradizionalmente note quali l’eolico e il fotovoltaico, alle problematiche del cosiddetto “nucleare sicuro”, all’utilizzo dei rifiuti per produrre energia.
Infine, ed è stato il punto più intenso della conferenza, il prof. Azzerboni ha affrontato il tema del futuro lavorativo di un giovane che intenda occuparsi di Elettrotecnica, partendo da un forte richiamo a non percepire come “antiquato” questo settore lavorativo, considerandolo invece fondamentale per lo sviluppo di una società avanzata come la nostra. Nella sua esposizione ha tratteggiato la figura del tecnico esperto di elettricità, diplomato o laureato, progettista o installatore di impianti e sistemi elettrici: un tecnico forte delle sue conoscenze acquisite dopo un serio corso di studi, e allo stesso tempo umile nella disponibilità a rinnovarle aggiornandosi continuamente.
Il docente ha concluso con un appassionato appello allo studio e all’impegno personali, a scuola, nel lavoro e nell’università, richiamando le statistiche che indicano come i laureati in ingegneria elettrica siano tra quelli con minori difficoltà di primo impiego, insistendo soprattutto sull’opportunità di un continuo apprendimento personale non nascondendo minimamente le indubbie difficoltà del cammino da intraprendere, ma neanche le indiscutibili soddisfazioni.
L’esposizione, arricchita da riferimenti personali alla propria carriera di studente, ingegnere, docente è stata seguita con interesse e partecipazione dagli studenti presenti , i quali ne hanno sottolineato con applausi spontanei alcuni passaggi significativi. Nel dibattito conclusivo alcuni studenti dell’istituto sono intervenuti ponendo domande inerenti sia argomenti tecnici specifici, sia l’organizzazione dei corsi di ingegneria nell’università di Messina. Avrà ragione Recalcati quando nel suo ultimo libro afferma che “un’ora di lezione può cambiare la vita”?
Giuseppe Savoca
