REAL CITTADELLA

La Real Cittadella di Messina pesa 450 chili,  è rivestita in lamine d'oro a 24 carati ed è contenuta dentro una teca di vetro.

L'antica fortezza spagnola di fine seicento rivive in tutta la sua grandezza in un modellino in scala realizzato dagli studenti dell'Istituto Tecnico Industriale “Verona Trento”. Un progetto nato nel 1996 e durato due anni, eseguito dagli allievi delle classi quinte della sezione edile della scuola messinese ed esposto al pubblico in occasione della Settimana della Cultura 2009.

La mostra, visitabile tutto l'anno nei locali del Verona Trento, raccoglie anche parecchie fonti documentali riguardanti gli schizzi progettuali della fortezza e altri documenti reperiti dalla scuola presso l'Archivio Generale di Simancas, in Spagna,  uno dei più antichi al mondo, istituito da Carlo V nel 1540.

L'incarico di costruire la Cittadella venne affidato dal Vicerè fiammingo Principe di Ligne a Carlo de Grunembergh nel 1679, appena dopo il ritorno degli spagnoli a Messina; i lavori procedettero speditamente e già nel 1682 erano praticamente terminati. Riconosciuta come simbolo della dinastia borbonica, riuscì a sopravvivere oltre l'Unità d'Italia fra continue richieste di demolizione. Solo dopo il terremoto del 1908 venne in parte rasa al suolo.
Edificata tra il 1679 ed il 1682 per meglio difendere il braccio sabbioso di S.Raineri, la Real Cittadella comprendeva un grandioso impianto stellare, di oltre tre chilometri di perimetro, circondato da canali che ne interrompevano la continuità con la terra ferma.  I bastioni occidentali vennero abbattuti negli anni ’30 per dar luogo alla stazione marittima e alla strada che percorre longitudinalmente la falce. L'indicibile declino inizia però nel secondo dopoguerra con l'abbandono della struttura da parte dei militari e la conseguente occupazione dell’area con attività abusive e precari insediamenti abitativi.
Il modellino è stato realizzato con particolari tecniche in uso nel 700 e una nota gioielleria romana ne ha preso spunto per realizzare un anello, chiamato Penta, che nelle sue forme richiama la pianta pentagonale della Real Cittadella. 

PALESTRE

BIBLIOTECA

 

La Biblioteca di questo Istituto rende disponibili libri, riviste e materiale audiovisivo, con lo scopo diffondere l'amore per la buona lettura e l'interesse per il mondo della tecnica. Il suo patrimonio, sempre in continuo aumento, consta attualmente di circa 9000 libri.

 Il funzionamento della Biblioteca viene coordinato da una commissione di docenti, designati annualmente dal Collegio dei Docenti, e affidato operativamente ad un certo numero di collaboratori scelti tra il personale non docente.

La biblioteca è dotata di un Data Base elettronico accessibile via Internet; è possibile quindi usufruire di un Servizio di interrogazione telematico.

laboratori

FOTOVOLTAICO

IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 19,8 KWP 

Da alcune idee di lavoro e relativi studi condotti in due classi del corso Elettrotecnica ed Automazione dell’Istituto d’Istruzione Superiore  “Verona Trento”- ME,  poi in convenzione con  la  Provincia Regionale ME, prende sviluppo il progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 19,8 Kwp,  intendendo così raggiungere le finalità divulgative e sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, anche in armonia agli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto ed ai provvedimenti dell’Unione Europea. Ora tale impianto, ideato e progettato in ...”casa” ,   è in corso di installazione sulle terrazze di copertura di palestra e biblioteca dei locali dell’IIS  “Verona Trento” medesimo  in  Via Ugo Bassi di Messina.

Principali risultati attesi,  indicazioni di impianto

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 19,8 Kwp, per la produzione di energia elettrica (circa 28.000 – 30.000 kWh /anno) collegato alla rete di distribuzione in Istituto in bassa tensione (connesso in rete ENEL tramite sbarre di BT della cabina MT/BT e quindi con cessione-scambio di energia anche verso la rete stessa di ENEL, quando l’Istituto è in stato di basso assorbimento-scambio).

I campi fotovoltaici sono costituiti da moduli in silicio monocristallino, con potenza di picco cadauno pari a 200W, a loro volta allocati in modo da costituire diverse file uniformemente inclinate su  supporti in acciaio zincato, in  9 stringhe (cioè 3 stringhe tra loro  in parallelo per ognuno di 3 campi, con ogni campo facente capo ad 1  dei  3 inverter) da 11 moduli (in serie) ciascuna, e, quindi un totale di 99 moduli (3 campi x 3 parallelo x 11 serie).

Il principio di funzionamento degli impianti fotovoltaici si impernia sulla conversione dell’energia solare in elettrica (trasduzione fotovoltaica), sotto forma di corrente continua, poi mediante  inverter viene convertita  in corrente alternata , a sua volta idonea alla distribuzione in rete ENEL  e all’utilizzo. 

L’impatto ambientale degli impianti  fotovoltaici è pressoché nullo, in quanto l’energia solare è a costo zero e molto disponibile alle nostre latitudini; il sistema di conversione di tale energia in forma elettrica non comporta emissioni di sostanze tossiche e, quindi l’emissione di anidride carbonica evitata (da risparmio di petrolio ed altri combustibili da centrali termiche) in un anno, nel nostro caso secondo calcoli, è di circa 16.800 Kg CO2/anno.

Certamente la produzione energetica attesa (circa 28.000 – 30.000 kWh /anno) non potrà coprire il fabbisogno dell’Istituto, ma costituirà una frazione (presumibilmente un valore intorno al 25%) molto importante di esso.

Implicazioni didattiche

Una volta ultimati i lavori di installazione e connessione in rete ENEL, l’impianto fotovoltaico costituirà, anch’esso, oggetto di studio/laboratorio in lezioni fornite e organizzate a beneficio degli allievi, di concerto con  l’Istituto d’Istruzione Superiore  “Verona Trento”, sugli impianti fotovoltaici e sulle tecniche innovative inerenti le energie rinnovabili. 

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